lunedì 4 luglio 2011

AGCOM re dell'interwebz

Avete presente la frustrazione che esplode in voi quando cercate un video su YouTube lo trovate (magari unico risultato disponibile) e quando lo aprite scoprite con amarezza che l'etichetta di turno o altri detentori di diritti a vario titolo hanno imposto delle restrizioni per cui non potete accedere? Ecco tenete bene a mente questa circostanza, a breve ci tornerà utile.
Domani entrerà in vigore un provvedimento per cui l'AGCOM potrà in modo assolutamente arbitrario decidere per l'oscuramento di quei siti web che favoriscono la pirateria. Un esempio estremo: sul vostro blog avete segnalato il sito di un artista che offre volontariamente la possibilità di scaricare un brano del suo ultimo album in modo gratuito, il frescone di turno dell'AGCOM non capisce la dinamica (o ritenga comunque la scelta dell'artista un modo per incoraggiare la pirateria) e oscura E il vostro blog E il sito dell'artista. Facile, veloce, che altro?
Faccio 3 ordini di considerazioni in merito:
1-parliamo di censura? Mah, direi di sì, e il male è che a seguito di ciò potremmo ritrovarci con uffici appositamente creati per andare a caccia di contenuti distribuiti in modo indebito, addio streaming, addio grandi database, addio portali di accesso, YouTube svuotato(ecco spiegato l'incipit), potenzialmente addio ai siti che offrono servizi di webproxy. Addio anche al vostro blog se pubblicate contenuti ritenuti incompatibili con il diritto d'autore ad insindacabile giudizio dell'autorità.
2-il diritto d'autore merita? Mah, direi di sì, io ammiro profondamente Jonas Salk e la sua filosofia ma rispetto anche coloro che col sudore della fronte producono un'apprezzabile opera di ingegno. Il brutto è: su quella certa opera l'autore ci guadagna poco, già ci sono organismi (come tipicamente le etichette discografiche o i locali che fanno lievitare i prezzi dei biglietti per i concerti) che lucrano in misura spropositata rispetto al produttore primo del bene commerciato, va anche peggio se alla filiera si aggiunge un'entità parassitaria come la nostrana SIAE che nonostante tutto è sempre in perdita. Contate che il vostro gruppo preferito non potrebbe continuare a fare della musica il proprio lavoro se nessuno pagasse; giusto? Ma credo che saremmo tutti ben contenti di contribuire se i prezzi richiesti fossero più "accessibili".
3-internet è un fenomeno complesso, siamo sicuri che chi viene chiamato a decidere dell'oscurazione di un sito abbia le conoscenze necessarie e il discernimento imprescindibile per emettere una sentenza adeguata? La memoria torna alle argomentazioni della disonorevole carlucci (la sorella della più famosa showgirl Milly e mancata showgirl lei stessa) che per promuovere una sua proposta di legge sempre in tema di tutela del diritto d'autore aveva proposto dei calcoli secondo i quali scaricare un singolo brano musicale poteva richiedere tempi superiori ai due anni e costi astronomici, computando bolletta, computer, software...ora io non so che programma usasse lei ma quando avevo l'adsl di tiscali, che funzionava solo 4 ore al giorno, riuscivo a scaricare file piuttosto grossi senza dover accendere un mutuo.
Prendiamo in considerazione ora il livello medio su piano qualitativo dei servizi pubblici, risultato di tutta l'operazione: un imbecille assolutamente ignorante, digiuno di qualsiasi materia attinente il diritto d'autore riceverà l'imbeccata da uffici appositamente allestiti (da privati) e senza porsi troppe domande disporrà per l'oscuramento del sito. E il vostro blog di ricette GO-VEGAN.blogghiamo.com verrà condannato all'oblio per...nessun motivo valido. Ufficialmente: benedetta parodi nel suo ultimo libro ha pubblicato la stessa ricetta che vostra nonna vi ha insegnato in quel pomeriggio d'aprile gradevolmente ventilato di tanti anni fa. Ora, commovente la storia di voi e vostra nonna in quella cascina del chianti senese, ma tra voi e la pubblicazione di benedetta parodi chi ha più credibilità? Ed ecco che il vostro sito -potenzialmente- puff puff, non c'è più.
AGCOM re dell'interwebz, lunga vita al re, LUNGA VITA AL RE!

martedì 15 febbraio 2011

Adozioni per single!

Il fatto riportato da Repubblica.
Ok, è Repubblica, leggetene altrove se preferite, l'importante è il fatto in sé: la Corte di Cassazione ha riconosciuto legittima l'adozione da parte di una genovese che aveva adottato in Russia una bimba e se l'era vista riconoscere come figlia adottiva negli States dove le due hanno vissuto per qualche tempo. Permangono, nonostante il riconoscimento, differenze nei regimi giuridici applicabili al caso di specie, la suprema corte ha infatti posto dei paletti alla capacità di ereditare della figlia adottiva, ma la vera novità sta nel riconoscimento della legittimità di una adozione da parte di genitore single.
Immagino che a leggere la notizia mezzo paese avrà reagito storcendo la bocca. Più tutto il Vaticano. Di fatti L'Avvenire titolava "la Cassazione 'raccomanda' le adozioni per i single" che mi sembra nemmeno-tanto-velatamente provocatorio. Ma parliamo d'altro.
Parliamo della vera cifra di questa pronuncia. Le famiglie, da oggi, potranno partire da una base più ristretta.
Prima le coppie più fortunate facevano alla vecchia maniera: donna e uomo si fondevano nel tutt'uno dell'amore fisico e ne nasceva un pargolo. Le meno fortunate si dovevano arrendere all'impossibilità di avere figli.
Prima svolta: la scienza ci dice che in alcuni casi si può superare le difficoltà di concepimento consacrando l'adozione ad ultima risorsa. Ma il prevalere di alcune "scuole di pensiero" sull'ethos multiculturale fanno sì che, indipendentemente dall'appartenenza o meno a una qualsiasi Chiesa, il ricorso a certe formule non sia consentito, così parte l'esodo di molti verso paesi più open-minded dove chi ha un credo personale lo segue, ma allo stesso modo rispetta chi quel credo non lo condivide e decide di ricorrere alla scienza medica.
Nel nostro paese purtroppo se una qualsiasi cosa non sta bene ad una certa fetta della popolazione allora non deve star bene a nessuno e viene interdetta; qualora ci adoperassimo per ottenere il risultato sperato verremmo paradossalmente puniti, e non per aver compiuto un atto caratterizzato da un c.d. contenuto di disvalore bensì per aver violato la legge posta dalla maggioranza(altra pronuncia rilevante in merito, che fa riflettere). E in Italia la legge della maggioranza dice che se vuoi chiamare la tua comunità "famiglia" i membri saranno padre, madre e figli.
Si è a lungo dibattuto sulla validità della "famiglia monista" ossia composta da un solo genitore. E prima ancora, perché suscettibile di scatenare maggior clamore, sulla validità delle "famiglie arcobaleno", quelle caratterizzate invece da due genitori ma dello stesso sesso. La Chiesa di Roma da sempre difende l'unità fondamentale della famiglia legandola alla differenza di genere dei genitori, insomma un padre col pene e una madre con la vagina ("long story short" come direbbero gli inglesi) consacrate da rito religioso, AL LIMITE, civile. Non esistono altre famiglie. Un divieto a volersi bene, o comunque un valido deterrente perché poi chi siede in Parlamento, per ingraziarsi i voti di chi la domenica va in chiesa, dà seguito a questi orientamenti senza batter ciglio. Insomma il Vaticano dice la sua, giustissimo per carità, e il Parlamento -di turno- gli confeziona la legge su misura come una sartina. Così sono naufragati tutti i tentativi di riconoscere alla famiglia solidità a prescindere, indipendentemente cioè dalla cornice del matrimonio, tanto in senso civile quanto religioso. I PACS fecero tentennare non poco il governo Prodi ultimo scorso, e di fatti sono caduti nell'oblio, li hanno lasciati scivolare in un cono d'ombra per amor della poltrona.
Eppure tutti i giorni mi devo confrontare con una grande verità: quantità e genere dei genitori non sono rilevanti per un inquadramento qualitativo della famiglia. Il mondo è pieno di teste di cazzo nate e cresciute in famiglie dove una madre e un padre non sono riusciti a fare il loro mestiere prendendosi cura della prole come la posizione genitoriale vorrebbe. Le determinanti sono tante, sarebbe stupido generalizzare con lapidari "colpa della società" oppure "colpa delle cattive compagnie", proprio per questo è innegabile che gli stronzi nascano anche dove madre e padre sono persone in gamba. Più spesso capita che gli stronzi siano figli di stronzi, e genereranno a loro volta stronzi, questo per dimostrare che Dio, se c'è, pensa ad altro che alle nostre miserie quotidiane. Allo stesso modo può capitare che una bambina (o un bambino se preferite) figlia di un solo padre (o di una sola madre) cresca con l'amore di un genitore, venendo costantemente spronata a dare il meglio di sé, giorno dopo giorno, in un ambiente dove scegliere in piena autonomia i valori su cui fondare la propria personalità. Oppure crescerà come una stronza( mi ripeto perché credo che il suono della parola esprima bene il concetto).
Immagino che durante tutta la vita dei figli, specie nei periodi più "accesi" come l'adolescenza, o nei momenti più difficili come le prove che il tempo ci impone, un genitore possa aver bisogno di confrontarsi con l'altro genitore quanto al modo di interagire coi figli stessi, anche solo per un consiglio, o per vedere le cose da un'altra prospettiva. Senza contare che padre e madre hanno fisiologicamente modi diversi di porsi nei confronti della prole, e spesso dove fallisce l'uno riesce l'altra e/o viceversa.
Ma, i fatti ancora una volta mi dimostrano come donne d'acciaio, abbandonate da mariti interessati ad altro (magari al turismo sessuale, ma solo per dirne una a me familiare) abbiano cresciuto appena 5 figli senza fargli mancare nulla. O mariti che si siano ritrovati soli col figlio ad appena 5 settimane dal parto facendogli mancare del lato materno solo l'allattamento al seno.
Siamo sicuri che i figli abbiano davvero bisogno di un modello genitoriale composto da 2 elementi di sesso opposto? Se è solo di quello che hanno bisogno, c'è abbondanza di mariti che malmenano le mogli tutte le sere per puro capriccio, magari con contorno di alcolismo. O di donne che condividono il letto non solo col marito. Stereotipi sessisti, casi limite. Certo. Magari si potrebbe obiettare che queste persone non siano buoni cristiani, se lo fossero la famiglia sarebbe perfetta. Non credo: anche in quelle circostanze la crescita dei figli può portare a risultati opposti, c'è il figlio che rigetta la violenza, o il costume poligamo, e c'è chi invece la abbraccia perché da solo è incapace di vedere dove sta il male, quando c'è; il genitore (o i genitori) non ha(n) saputo per proprio conto comunicare il giusto messaggio: non si usa violenza su nessuno, non si manca di rispetto a nessuno.
Il genitore single avrà di per certo maggiori responsabilità, gli saranno richieste ulteriori qualità perché sarà chiamato ad adempiere anche per la parte mancante, non solo in termini di presenza(prendi la bambina a scuola, portala a violino, la sera piscina, festa di carnevale, dottore, balbla) ma più che mai in termini di "funzione". A quante donne è stato il padre a spiegare la dinamica del ciclo mestruale? Un padre single genitore di figlia femmina dovrà farlo. Ma può farcela meglio di tante famiglie sgangherate che per questioni di natura hanno avuto figli col metodo "classico". Sarebbe sbagliato negare a priori la possibilità ad una persona dotata di qualità non comuni (in senso buono) di crescere un figlio.
Del resto un'apertura verso le adozioni da parte di single non significa affatto "adozioni indiscriminate ed incontrollate". Anzi i controlli, a mio avviso, dovranno essere più rigidi che mai. Crescere un figlio è difficile quando la famiglia divide i carichi su un padre e una madre, quando si tratti di un solo genitore le cose si fanno più complesse. Se io litigo col mio solo genitore, non troverò la mediazione dell'altro. Se mi sento in imbarazzo a parlare dei miei problemi col sesso con la mia sola madre, non ci sarà un padre a venirmi incontro. Difficoltà maggiori richiedono un impegno maggiore, ma ciò non ci dice necessariamente che un genitore single non sia in grado di fare fronte a quegli impegni.
A spaventarmi piuttosto sono gli atteggiamenti di chi ci circonda. I bambini sanno essere davvero cattivi, nella loro ingenuità, riescono sempre a vedere qual è il nervo scoperto da colpire. E gli adulti non mancano mai di cattivo gusto. La coraggiosa scelta dei pionieri verrà spesso a scontrarsi contro l'ignoranza di molti che non si limiteranno a non condividere la scelta di un genitore single, ma si permetteranno il lusso di condizionare la serena esistenza della famiglia a due. E' nel diritto di ciascuno di noi esprimere un proprio parere, purtroppo sempre più spesso toni e modi sono inadeguati al messaggio. Parlando per iperboli: accoltellare i gay perché si baciano al parco.
Torna alla mente Fantine, personaggio del romanzo "Les Miserables" di Victor Hugo. Licenziata perché madre sola. " Eh si va be' ma lì parliamo del tardo 1700!" Beata ingenuità: in alcune zone d'Italia una donna che non sia ossessionata dalla ricerca di un marito che le metta un giogo sulle spalle, è una poco di buono. Anacronistico. Questo per dire che la società può dirsi pronta per cambiare ma per citare me stesso durante la campagna elettorale, bisogna aprirsi al cambiamento ed accettare la novità. La resistenza è controproducente perché porta ad una affermazione esplosiva e violenta. Come accadde con la diffusione del culto cristiano. Tra l'altro.
Come una famiglia "modello standard" può crescere in modo giusto o sbagliato i propri figli, così una famiglia "monogenitoriale" e la famiglia "arcobaleno". Se i membri dei nuovi modelli sono chiamati ad un impegno extra, i membri delle famiglie ordinarie sono chiamati a rispettare queste realtà emergenti, quindi a dire ai figli, che avere solo la mamma o solo il papà non è una cosa brutta.
Volete fare di più? Impegnatevi per far sì che queste nuove famiglie trovino un riconoscimento giuridico, un corrispettivo del loro affetti in termini di tutela. Perché coppie di uomini con figli ce ne sono già, il problema si pone quando si deve aver a che fare con la legge (dalla visita in ospedale, dove non si è parenti, fino al regime delle eredità).

La realtà è quindi che molti cercano di costruire una famiglia ricorrendo a quel istituto di carità fondamentale che è l'adozione appunto. Dall'orfanotrofio ad una casa, dalla solitudine alla famiglia. Un bel salto di qualità per il bambino.
Ma c'è un intoppo: in Italia, i bambini, evidentemente stanno bene dove stanno. Entrano negli "istituti" (a chiamarli orfanotrofi si evoca lo spettro grigio e triste di una baracca in stile Oliver Twist) e ci rimangono chissà per quanto. E chissà perché poi. Di tutte le famiglie che hanno adottato, pochissime hanno avuto il bambino in Italia. Chi Brasile, chi confederazione russa, chi Colombia. Insomma uno si chiede come mai. "Burocrazia" dicono. E così chi vuole adottare, fare del bene a qualcun altro -seppure per scopi tendenzialmente egoistici- è costretto ad alimentare un mercato perverso per cui, in Italia gli istituti restano pieni come armadi di teenager (a beneficio di chi li dirige) e per aver un figlio da istituti esteri bisogna spendere un patrimonio; lì nasce il mercato. Col terremoto ad Haiti dei bambini venduti in tutto il mondo si è perso il conto. E non tutti sono stati così fortunati da trovare una famiglia, ma questa è un'altra storia.
Quindi uno cosa dove pensare? Le ipotesi sono due: o le famiglie che non possono (o non vogliono) avere figli propri, sono TUTTE al di sotto degli standard qualitativi necessari per avere figli in adozione, e quindi che gli adottati siano italiani o stranieri sarebbe irrilevante, o il meccanismo si piega come spesso accade ad interessi "ulteriori" che non fanno il gioco dei bambini ospiti di quei ridenti luoghi, che , fanculo, si chiamano orfanotrofi. Qual è più probabile, in itaGlia?